60 x 60

e così da un giorno all’altro sono sessanta di anni. con i 50nta avevi ancora un piede nella gioventù ma, con i 60nta hai svoltato, hai girato la boa e comincia il viaggio di ritorno. ce da dire che comunque 60 è un bel numero: un sottomultiplo di 360 del cerchio che è sinonimo di perfezione. c’è un’età che si vive nel futuro, una che si vive nel passato, questa che va vissuta nel presente ed io la vivo oggi senza rimpianti e senza troppe illusioni. il tempo è galantuomo? forse si ma, la vecchiaia dipende! dipende da come la si vive.

la maggior parte degli uomini fanno una vita da malati per morire sani; io preferisco vivere sano per morire malato!

i figli sono adulti e prossimi alla realizzazione professionale-lavorativa e sociale, qualcuno è già padre, e cominciano a guardarci come un modello “superato” soprattutto nell’approccio alle tecnologie e alle tendenze musicali; vivere con consapevolezza e sensatezza questo tempo tecnologico non è facile. la generazione prima della nostra certo non aveva di questi problemi ma comunque hanno dovuto superare situazioni socioeconomiche molto più pesanti relativamente ai bisogni primari. la nostra generazione è la prima nella quale i genitori (noi) stanno meglio (in termini di prospettiva) dei figli. questo che potrebbe sembrare un fatto negativo in realtà non lo è, o potrebbe non esserlo: noi abbiamo scelto di fare l’insegnante, l’avvocato, il commercialista, il dottore, l’operaio, ecc. loro, i nostri figli, non hanno questo ventaglio di scelte in quanto tutte superate dalla storia ma, proprio per questo hanno un maggior grado di libertà che li portano a studiare e ad interessarsi a settori “nuovi” che non ti garantiscono un “lavoro”. bontà loro hanno un mondo nuovo tutto da inventare (a loro spese chiaramente).

non siamo ancora pensionati ma sullo scivolo pensionistico che qualcuno misura sui mesi che mancano alle “quota 100” il che per la verità è un po triste !? come una locomotiva che deve scegliersi il binario “morto”. per carità, mi vengono i brividi solo a pensarci.

sveglia! non siamo a fine corsa ma nel bel mezzo di una battaglia che non si vince mai! ma proprio per questo è bello combattere fino allo stremo, e più lunga è la battaglia maggiore è l’adrenalina che scorre nelle vene. sempre meglio che anfetamina o morfina!

auguri a tutti i giovani 60enni !!!